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Candele giapponesi, le 9 candlestick di base

Poco fa abbiamo avuto modo di vedere quali siano le informazioni che una candela giapponese è in grado di fornire, e quali sono gli elementi informativi che è necessario conoscere per realizzare correttamente una candela giapponese.

Prima di addentrarci ulteriormente in questo meraviglioso mondo, cerchiamo di compiere una breve panoramica su quali siano le candele “di base”, che ci permetteranno poi di compiere delle valutazioni specifiche più soddisfacenti nei confronti dei pattern.

Long days

Le long days sono le prime due candele di base. Fin da uno primo sguardo, possiamo renderci conto di come si tratti di candele contraddistinte da una notevole differenza tra il valore di apertura e quello di chiusura. In questo caso, la composizione del real body assume una importanza predominante rispetto alle ombre, che sono di norma piuttosto contenute.

Short days

La terza e la quarta candela raffigurano sedute con differenze minime tra il valore di apertura e il valore di chiusura della sessione. I massimi e minimi sono generalmente molto vicini ai prezzi di apertura e di chiusura, con conseguenti ombre piuttosto limitate.

Upper shadows

La quinta e la sesta candela sono candlestick che hanno come elemento predominante l’upper shadow. Teoricamente, ci troviamo dinanzi a una candela come sopra definita, se l’ombra superiore è uguale o maggiore al real body, con shadow inferiore irrilevante o inesistente. Si tratta di una candlestick che, generalmente, induce a valutare dei segnali di allerta ribassista, con il punto massimo della shadow superiore utile per poter avere come riferimento un punto di resistenza .

Doji

La nona candela è la doji, in cui il prezzo di apertura è uguale a quello di chiusura. Considerato che si tratta di un’ipotesi non particolarmente frequente, è di norma considerata “doji” anche la candela con divergenza minima (pur esistente) tra il prezzo di apertura e il prezzo di chiusura (a patto che l’escursione dei prezzi, rappresentata dalle ombre superiori e inferiori) sia ampia.

La nona candela sopra raffigurata è in particolar modo chiamata “long legged doji”, ed contraddistinta da estensioni piuttosto visibili delle ombre superiori e delle ombre inferiori (a significare una incertezza del mercato molto significativa). Varianti della doji appena considerata (non preoccupatevi, torneremo nel corso dei prossimi giorni!) sono la gravestone doji (l’ombra superiore è molto estesa, mentre quella inferiore è estremamente ridotta), la dragonfly doji (l’ombra inferiore è molto estesa, mentre quella superiore è estremamente ridotta) e la rickshaw man doji (con prezzo di apertura, chiusura, minimo e massimo molto ravvicinati).

Come risulta evidente, le nove candele di base di cui sopra sono, anche singolarmente, in grado di fornire qualche utile indicazione su come si stia “muovendo” il mercato. Se tuttavia desiderate ottenere delle valutazioni molto più accorte, bisognerà attendere la formazione di un pattern che possa “suggerire” (soprattutto, in attesa di conferme), il da farsi.

Nel corso delle prossime giornate torneremo sull’argomento, compiendo nuovi passi in avanti nell’esposizione di questo tema.

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