AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

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Dollaro, poche ore al FOMC: cosa succederà?

Mancano poche ore al FOMC del 26/27 aprile, appuntamento che dovrebbe sancire un nulla di fatto nella determinazione di nuove strategie. Di fatti, il comunicato di aprile non dovrebbe includere novità e dovrebbe mantenere i tassi di interesse di riferimento fermi alle attuali soglie, come ampiamente atteso dagli analisti di mercato.

Dunque, il Comitato proseguirà nella pausa, e probabilmente senza dare indicazioni sul futuro, mentre si accumulano nuove informazioni sia a livello domestico sia a livello internazionale. E’ molto probabile che alla riunione di aprile ci sia un generale allineamento sulla parola d’ordine evidenziata recentemente da Yellen: cautela, ma anche l’indicazione che il sentiero dei tassi resta verso l’alto. In altri termini, al FOMC non si discuterà se modificare la strada al rialzo, ma solamente se occorra rallentare il ritmo di incremento (sembra oramai certo), che a fine 2015 era stato fissato in quattro rialzi nel 2016 (per il momento non vi è stato spazio nemmeno per uno).

La valutazione congiunturale –sostengono inoltre i più – dovrebbe registrare la debolezza dei dati del 1° trimestre, ma anche sottolineare che il quadro complessivo è più solido di quanto appaia dalla stima del PIL di inizio anno, con la domanda domestica finale in crescita vicino al potenziale. I verbali della riunione di marzo hanno d’altronde fornito un messaggio coerente con la previsione di tassi fermi ad aprile, nonostante la consueta presenza di un ampio spettro di opinioni sulla tempistica dei rialzi.

All’epoca emerse che “diversi” (non quantificati) partecipanti hanno sostenuto che “un approccio cauto nel rialzare i tassi sarebbe prudente o hanno notato la loro preoccupazione che alzare l’intervallo obiettivo già ad aprile segnalerebbe un senso di urgenza che non ritenevano appropriato”. Alcuni partecipanti invece avevano ritenuto preferibile procedere per un rialzo dei tassi nel mese di aprile, se i dati fossero rimasti coerenti con le loro aspettative di crescita moderata, miglioramento del mercato del lavoro e aumento dell’inflazione nel medio termine. Due partecipanti avrebbero infine voluto alzare i tassi già a marzo. L’incertezza riguardo alle previsioni per aprile era stata già drasticamente ridotta dall’intervento di Yellen di fine marzo, che ha frenato eventuali aspettative per una mossa nel brevissimo termine e ribadito la necessità di seguire ancora l’evoluzione dei rischi internazionali prima di riprendere la strada del rialzo.

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