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Opzioni binarie Forex, aumentano i segnali positivi dalle analisi macro

Anche in Europa giungono finalmente forti segnali di positività sul fronte dei dati economici. E così, dopo gli Stati Uniti, anche il calendario macroeconomico del vecchio Continente si sta tingendo di verde, permettendo agli analisti di poter formulare delle previsioni meno pessimistiche sul futuro a breve termine dell’eurozona.

In particolare, dopo la produzione industriale di gennaio, la scorsa settimana è stata la volta delle indagini congiunturali, che hanno mostrato opportuni miglioramenti, per lo più anche superiori alle attese. Finora, l’unica eccezione è costituita dall’indagine francese Insee, che ha mostrato un lieve ma generalizzato peggioramento del clima di fiducia in marzo: una piccola “pecca” che tuttavia non varia l’ottima evoluzione dello scenario.

In merito, sottolineiamo come il PMI composito dell’Eurozona abbia pressochè riassorbito il calo di febbraio, tornando sui livelli di gennaio (53,7 punti). L’indice Ifo è invece salito di un punto a 106,7 punti, sostenuto sia dalle aspettative, sia dalla valutazione più positiva della situazione corrente. Anche l’indice della BNB è migliorato più del previsto, da -6,6 punti a -4,2 punti. In parte, il miglioramento degli indici di fiducia potrebbe riflettere il rientro delle turbolenze finanziarie di inizio anno, che probabilmente avevano inciso in modo negativo sul clima di fiducia a febbraio.

Dai dati macro emerge altresì che la ripresa evidenziata dalle indagini congiunturali riguarderebbe soprattutto il terziario. Gli indici PMI per il manifatturiero sono infatti migliorati di poco (solo di 0,2 punti, a 51,4 punti), e risentono di una nuova flessione dell’indice di diffusione per gli ordinativi esteri da 51,5 punti a 51,0 punti. Anche l’indagine Ifo mostra sì una fiducia più solida fra le imprese manifatturiere tedesche, ma anche un calo della produzione corrente e un aumento delle scorte.

Come sottolineato da molti analisti, questa relativa debolezza del settore manifatturiero sarebbe in grado di riflettere la costante fragilità della domanda estera, mancando ancora chiari segnali di riaccellerazione in Cina e non essendo ancora concluso l’adattamento dei produttori di petrolio al più basso livello di prezzi.

Tuttavia, i dati in corso di pubblicazione sembrano essere abbastanza confortanti, con il Pil che sembra non voler rallentare la sua corsa, e che potrebbe dunque accelerare il ritmo di incremento riscontrato nel quarto trimestre 2015 (0,3 per cento), pur non in misura notevole.

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