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Opzioni binarie USD, la spinta Trump si è esaurita?

Dopo un rapido avvio al rialzo sui mercati asiatici sull’esito del referendum italiano dello scorso 4 dicembre, che ha decretato la vittoria del fronte del NO, il dollaro statunitense ha aperto la settimana in calo, portandosi sotto i minimi di quella passata. L’impulso rialzista post-vittoria di Trump si è pertanto, almeno per il momento, esaurito quasi del tutto.

L’attenzione si sposta invece sul fronte delle banche centrali. Dai discorsi di alcuni membri della Federal Reserve, infatti (ieri Bullard, Evans e Dudley), emerge una netta prudenza in merito alla possibilità che i tassi di interesse di riferimento debbano salire di più l’anno prossimo in funzione di una politica fiscale più espansiva da parte della nuova amministrazione Trump, sia perché ancora non si conoscono le misure che verranno effettivamente annunciate sia perché l’impatto sul 2017 potrebbe essere ridotto. Per ora quindi la salita dei tassi/rendimenti e conseguentemente del dollaro dovrebbe fare una pausa dopo la decisione di rialzo imminente, nella prossima settimana.

Sul fronte macro, ieri l’ISM non-manifatturiero è risultato molto più forte delle attese, ma su questo, così come già su altri dati positivi della settimana scorsa, hanno prevalso le prese di profitto e il dollaro ha ritracciato. In settimana il biglietto verde dovrebbe quindi stabilizzarsi, mantenendosi al di sotto dei massimi di quella passata.

Passando all’euro, dopo la breve correzione fino a 1,0506 EUR/USD sull’esito del referendum italiano, l’euro si è ripreso rapidamente salendo fino ad un soffio da 1,0800 EUR/USD, rivedendo livelli abbandonati tre settimane fa. Dai dati macro economici di ieri sono inoltre giunte indicazioni positive, con le vendite al dettaglio che sono risultate essere più forti delle attese e i PMI in marginale calo rispetto alla lettura preliminare ma in aumento rispetto al mese precedente e ai massimi da dicembre 2015. In uscita invece la seconda stima del Pil dell’area nel terzo trimestre, che dovrebbe confermare la prima lettura a 0,3 per cento trimestre su trimestre. Il miglioramento costante, seppur modesto, del quadro di crescita dell’area rafforza la prospettiva che l’aumento dello stimolo monetario alla riunione BCE di giovedì possa essere l’ultimo atto di questo lungo ciclo espansivo. La probabilità che l’euro inauguri nuovi minimi sotto 1,05 EUR/USD parrebbe dunque ridotta, anche se i rischi sono ancora verso il basso.

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