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Opzioni dollaro, occupati superiori alle attese

Negli Stati Uniti l’attesa nei confronti dei nuovi dati sull’occupazione è stata soddisfatta. I dati pubblicati superano infatti in misura significativa le attese di consenso, con il mercato del lavoro che porta la variazione degli occupati nei settori non agricoli in buon aumento: a gennaio si segna infatti un incremento di 227 mila unità, in decisa accelerazione dalle 157 mila unità di dicembre e sopra le previsioni di 180 mila unità, formulate dal consenso.

Per quanto attiene il dettaglio settoriale, il dossier mostra dei contributi piuttosto sostenuti da tutti i principali settori con occupati presso le imprese private in accelerazione da 165 mila unità a 237 mila unità, con il manifatturiero che è in calo da 11 mila unità a 5 mila unità e variazioni positive per servizi per 192 mila unità, costruzioni per 36 mila unità e estrattivo per 4 mila unità.

Le indicazioni positive emergono anche dalla recente indagine presso le famiglie, valutato che l’incremento del tasso di disoccupazione, salito di un decimo al 4,8 per cento, si può spiegare principalmente in ragione di un nuovo aumento del tasso di partecipazione alla forza lavoro. Complice la revisione della popolazione di fine 2016, infatti, la forza lavoro aumenta di 76 mila unità, e la partecipazione aumenta a 62,9 per cento.

Non tutto il dossier è comunque positivo: tra le poche note negative rimane la dinamica dei salari, che non solo vedono una crescita ben inferiore alle attese a +0,1 per cento contro il +0,3 per cento mese su mese pronosticato dal consenso, ma risentono di una revisione al ribasso per il precedente da +0,4 per cento a +0,2 per cento mese su mese.

A questo punto, anche in virtù dell’introduzione del salario minimo in diversi Stati con l’inizio dell’anno, è possibile che la serie di dati possa essere oggetto di possibili revisioni al rialzo che dovrebbero riflettere le pressioni sulle retribuzioni già intercettate da altri indicatori.

Complessivamente, pertanto, le opinioni sull’employment report sono molto positive: l’occupazione più forte delle attese è tuttavia controbilanciato da una disoccupazione in rialzo e da dinamica salariale in rallentamento. Non ci sembra, comunque, che tali sorprese possano variare in modo significativo il quadro di riferimento, permettendo alla Federal Reserve di mantenere un approccio cauto in vista dei prossimi rialzi.

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